Andrea
Cambiamento… oops Evoluzione 5/5
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Quinta e ultima fase per la gestione del cambiamento.
Se sei arrivato fino a qui probabilmente hai la sensazione di essere giunto alla fine del processo di cambiamento. I feedback tempestivi prevengono l’effetto elastico e il senso dell’urgenza è mantenuto ai giusti livelli. La nuova visione sta prendendo forma e la celebrazione per il raggiungimento degli obiettivi intermedi consolida i cambiamenti. E adesso? Manca ancora l’ultimo passo.
Tutti i cambiamenti e tutte le novità devono incollarsi al presente e diventare una consuetudine. Possono sempre verificarsi delle scivolate nei modelli passati fino a quando l’innovazione non è diventata la nuova routine. Occorre che tu identifichi quelli che sono, tra i nuovi processi chiave, i pilastri su cui costruire tutte le nuove consuetudini. Concentrati principalmente su quelli. Opponiti strenuamente se il team sta abbassando la guardia o se sta dichiarando vittoria troppo presto. Dopo aver raggiunto la nuova visione è fondamentale permanere con estremo focus nella nuova condizione. Per quanto tempo? La risposta è difficile. Il fattore tempo, per radicare il cambiamento nella consuetudine, è direttamente proporzionale anche ai cicli lavorativi a cui è collegato. Se hai attuato un cambiamento che impatta nella operatività quotidiana, una volta raggiunta la nuova visione, ha bisogno di un mese, massimo due, per permetterti di guardareda un’altra parte e cominciare ad occuparti di una nuova opportunità da cogliere. Se i cicli a cui si riferisce sono molto più lunghi occorre molto di più. Il match è concluso quando il cambiamento si è radicato nella quotidianità. Alcuni commettono l’errore di consolidarlo finito una volta raggiunta la nuova visione. Manca ancora un piccolo sforzo. Buon lavoro, fino alla fine! Sono sempre disponibile, per domande e approfondimenti, all’indirizzo a.grassi@ekis.it Andrea Grassi |










