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nov
29
2010
scritto da
Andrea

Credere per Vedere!

Tante aziende, forse la maggior parte con le quali sto lavorando oggi, stanno sperimentando la necessità di rinnovare il proprio business.
Qualcuno deve innovare il modello di business, qualche altro il modello di commercializzazione, altri il prodotto/servizio, altri ancora le strategie di marketing. Altri tutte quante queste cose insieme!
Dove sta il difficile? Molto spesso nell’atteggiamento delle persone che si devono occupare di queste innovazioni.
Perché??? Perché c’è una grande differenza tra il “vedere per credere” e il “credere per vedere”.

Oggi, quello che funzionava fino a ieri, ahimè, non è altrettanto efficace. Questa è una credenza che sempre più manager stanno razionalizzando e sempre più spesso sono chiamati a reagire per gestirne gli effetti. Ecco quindi che partono attività di mastermind, brain-storming e/o pianificazione strategica per individuare nuove strade e creare questa innovazione.

A questo punto ci sono solo due strade per creare questa innovazione. Un modo è capire come i competitor hanno innovato e replicare le loro strategie. Un altro modo è essere i primi a fare un salto di paradigma e creare una vera innovazione.

Perché ti dico questo?
Perché ci sono persone che hanno bisogno di vedere per poter credere. Vedere realizzata una cosa per poter credere che sia realizzabile. Veder fare una cosa prima di poter credere che sia fattibile. Se tutte le volte che siamo chiamati ad innovare la nostra organizzazione adottiamo questo atteggiamento, non abbiamo altra alternativa che accettare di essere i secondi.
Certo. Perché dobbiamo prima aspettare che qualche altra organizzazione “rompa il paradigma di quello che si è sempre fatto” generando la sua innovazione, e solo dopo poter agire per creare la nostra.
Comunque vada, possiamo sperare di essere al massimo secondi, non necessariamente in termini di qualità ma sicuramente di tempi.

Pensaci. Hai mai incontrato persone che ogni volta in cui ti ci siedi accanto per generare soluzioni innovative non fanno altro che snocciolarti migliaia di motivi per cui ciò che si propone non dovrebbe funzionare? Non lo fanno tanto per rompere i maroni (forse qualcuno sì ;-) ), lo fanno principalmente perché hanno bisogno di vederlo realizzato per poter credere che sia efficace, utile, fattibile,….

Lo so che è un paradosso. E’ a tutti gli effetti un “pregiudicare”, non solo per il significato del termine (dal vocabolario: compromettere la risoluzione positiva di qualcosa) quanto piuttosto per la sua etimologia. Pensaci: PRE-giudicare, cioè giudicare PRIMA. Che senso ha giudicare una cosa prima di averla fatta per la prima volta? Nessuno…. è che tante volte…

Se hai bisogno di vedere per credere come potrai mai essere il primo a generare una vera innovazione?

La storia è piena di persone come Tomas Edison, Eugene Goldestein, Heinrich Hertz, Guglielmo Marconi, Reginald Fessenden,…  che invece di aver avuto bisogno di vedere per credere hanno deciso di credere per vedere.

Certi progetti possono partire solo da una visione, possono iniziare solo se ci concentriamo su tutte le cose da fare per renderle possibili invece di elencare, ancora prima di iniziare, tutte le ragioni per cui un progetto dovrebbe fallire.

Le grandi imprese sono tutte quante nate dal sogno di un visionario. Una persona che le ha perseguite fino a quando non è riuscito a trovare un modo per realizzarle, indipendentemente dai fallimenti raccolti lungo il percorso.

Mi trovo tante volte a lavorare con dei clienti nell’ambito dell’innovazione. Forse tante più volte mi sono ritrovato a lavorare con me stesso quando sono stato chiamato a generare innovazione all’interno delle mie 2 aziende.
Mi piace credere che prima di ogni progetto vincente ci sia una mentalità vincente. Sono fortemente impegnato a gestire prima la qualità del mio atteggiamento; credo che la qualità delle mie idee venga di conseguenza.
E’ sicuramente più facile elencare tutte le ragioni per cui un progetto dovrebbe fallire, ma è altrettanto inutile e sciocco. Un conto è usare la nostra capacità di analisi per identificare la strada migliore e ottenere il meglio, cosa completamente diversa è concentrarsi semplicemente sull’ambito sbagliato e far diventare la nostra capacità di analisi il più grosso ostacolo al nostro successo.

Il fallimento di tanti team di lavoro a volte deriva dall’atteggiamento dei suoi componenti che hanno bisogno di vedere per credere.
Il successo di tanti altri deriva dalla capacità di credere per vedere!

Impossibile?

O non ancora possibile?

;-)

Buon lavoro

Andrea Grassi

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